Il K38, i professionisti del soccorso con Acquabike

seconda parte

Proseguiamo la nostra intervista con K38 ecco la seconda parte! (Qua potete trovare la prima!)

Rescue Italia: Quali sono i punti di forza dell’Acquascooter?

Fabio: I punti di forza sono molteplici e molti dei quali sono ormai conosciuti come il peso contenuto, l’alta manovrabilità anche in spazi ristretti, il poco pescaggio, i consumi ridotti, il costo non eccesivo se paragonato ad altri mezzi, ottimo rapporto peso/potenza, possibilità di varo e alaggio e “spiaggiata” anche in scenari non agevoli, in caso di ribaltamento può essere raddrizzata anche dal solo conduttore anche in contesti complicati e diversi altri inerenti la conduzione e la manutenzione. Devo però sottolineare che il principale punto di forza dell’Aquabike/RWC è la formazione, perché senza di questa, molti degli aspetti elencati potrebbero rivelarsi inutilizzabili per via di una mancata formazione/informazione.

Ad oggi molti degli aspetti di questo tipo di soccorso non vengono considerati o condivisi durante i vari corsi, creando confusione e insicurezza durante la vita reale. Il web è ormai pieno di esempi di recuperi “fortunosi” che vengono commentati positivamente senza analizzare a fondo quanto accaduto veramente. La fortuna non può essere considerata una possibile opzione.

Rescue Italia: Quale tipologia consigliate per il rescue? Quali accessori?

Fabio: Certamente un moto d’acqua per diventare una Aquabike da soccorso/RWC deve essere un modello con guida seduto a 3 posti, questo per garantire una maggiore stabilità e anche una capacità di carico maggiore. Una volta determinato questo, la marca ed il modello possono variare per molti fattori, dalla scelta personale a quelle più prettamente rispondenti alle proprie necessità operative, noi abbiamo optato per quest’ultima Certamente, anche se a discapito di un peso maggiore, la motorizzazione 4 tempi ha portato grossi vantaggi per affidabilità, minori consumi e minor impatto ambientale.

Una barella rigida che sia Certificata CE e posizionata in maniera corretta a seconda del modello di moto che si andrà a utilizzare.

Un corretto DPI rimane a discapito dell’operatore di soccorso, quindi non parliamo del solo Bagnino/Assistente bagnanti, ma anche di colui che si assume la responsabilità di gestire al sicurezza durante eventi o manifestazioni nautiche, che si distinguono radicalmente a seconda del contesto in cui si svolgono. Anche tutta l’attrezzatura come cime, moschettoni e anelli di fettuccia, compresi quelli utilizzati per il fissaggio della barella, devono essere certificati e a norma di legge come richiesto dal D.Lgs. 81/08 e che coinvolge non solo i lavoratori ma anche i volontari.

Marco: Generalmente per il territorio Italiano, non abbiamo condizioni di mare dove sono richiesti mezzi con molta potenza, noi consigliamo e ci siamo trovati sempre bene anche sulle onde con le Seadoo GTI 1500 130/155cv 4tempi, sono motori abbastanza potenti ma con consumi ridotti e soprattutto con pesi contenuti confronto ad altri modelli.

Rescue Italia: Che allenamento richiede?

Marco: L’allenamento per un operatore deve essere Completo, deve rispettare dei cicli periodici, forza – forza resistente – capacità aerobica … deve allenarsi a terra, sulla moto e in acqua in modo da eseguire degli esercizi che rendano automatici alcuni gesti e lo rendano reattivo in caso di necessità.

Un’Aquabike allestita da salvamento richiede una particolare tecnica di conduzione, differente dislocamento dei pesi, che vengono modificati in continuazione a seconda che la barella trasporti solo il pericolante o pure anche il soccorritore.

Tutto dipende dalla professionalità dell’operatore di salvamento che deve dimostrare quanto questo mezzo, se usato correttamente, possa rappresentare un valido supporto per la salvaguardia della vita umana.

Fabio: La forma fisica è un fattore importante per svolgere questa attività/lavoro. Avere fiato e saper nuotare bene sono i fattori primari, noi nuotiamo anche con addosso tutto il DPI, stretching e allenamento aerobico aiutano a passare diverse ore in piedi sul mezzo.

Rescue Italia: Che applicazione operativa ottimale ritenete opportuna? Un mezzo e operatori ogni kilometro di spiaggia? Ogni 5? E’ quantificabile?

Fabio: Se utilizzata in spiaggia si è sempre preso come riferimento più verosimile per garantire un buon risultato una Aquabike/RWC ogni kilometro.

Ad ogni modo se si prevedono più km di costa, la distanza ottimale deve sottostare a diversi fattori, i tre principali sono, la configurazione del litorale, le diverse condizioni meteo e il numero dei punti di rientro in cui si deve garantire il servizio.

È infatti palese che, volendo rientrare nei classici 4 minuti, il rapporto velocità/distanza coperta, dovrà essere considerato anche in relazione a diverse condizioni meteomarine e a seconda che a bordo vi sia il solo conduttore, conduttore/soccorritore, conduttore/soccorritore/malcapitato cosciente/non cosciente/traumatizzato/ferito ecc.

Rescue Italia. E ora i saluti!

Marco: Volevo ringraziare in primis Fabio Annigoni che in tutti questi anni, mi ha supportato anche a distanza, mi ha permesso di crescere in questa grande famiglia, ma soprattutto ha investito e continua ad investire su di noi.

Un ragazzo a cui devo tanto che continua con tanti sacrifici a dare il massimo nello Sport e per lo Sport, Team K38 Daniele Concas (Personal trainer Lions Fit Club/team Rider Advance-kites Underwave) e nostro Operatore di soccorso con Aquabike/RWC level 4.

Ringrazio anche tutto il Team k38 sparso in tutta Italia che si impegna costantemente nella crescita di questa grande famiglia.

Ed un ringraziamento sincero va a Roberta Pala fotografa professionista (potete seguire la sua pagina di Artista su facebook) che cattura immagini fantastiche e ci supporta sempre.

Grazie a Rescue Italia per questa intervista!

K38 ha già formato:

Protezione Civile – Vigili del Fuoco – Marina Militare – Guardia Costiera – Stabilimenti Balneari – Bagnini di salvataggio.

Per info: www.k38italia.itinfo@k38italia.it

Water Safety is Not a Game!