Conosciamo il K38

I professionisti del soccorso con Aquabike/RWC

In questa puntata abbiamo il piacere di conoscere i K38, professionisti dell’acquabike! Hanno una passione sconfinata per il loro mestiere e per il salvataggio in mare. Una passione troppo grande per poter essere riassunta in un solo articolo … per questo prossimamente uscirà la seconda parte dell’intervista!

Ringraziamo da subito per le bellissime fotografie che vedrete in questo articolo la fotografa Roberta Pala!

Rescue Italia: Ciao Fabio e Marco, potete presentarti ai lettori di Rescue Italia?

Fabio: Ciao a tutti, sono Fabio Annigoni, nato a Genova ma di sangue emiliano e con la Sardegna nel cuore.

Sono Fondatore, Istruttore e Operatore della K38 Italia rescue&service, una società che si occupa di moto d’acqua a 360° siano esse utilizzate a scopi ludici che professionali.

Ci occupiamo di formazione, gestione e organizzazione di eventi nautici nei quali queste piccole quanto poliedriche imbarcazioni possano essere coinvolte, sia dal lato spettacolare che in ruoli più istituzionali e delegate alla sorveglianza o alla sicurezza.

Sono appassionato di quasi tutti gli sport nautici, motoristici o meno ma con propensione a quelli in cui la velocità ricopre un ruolo primario.

Con Marco ci siamo conosciuti mentre mi trovavo a lavorare a Capo Mannu per un evento organizzato da Sergio Cantagalli e Marco era uno degli uomini rana che supportava gli atleti che finivano a scogli. A mio avviso il suo mix di passione, voglia di fare e rispetto delle posizioni rispecchiavano le doti di un professionista che di seguito è diventato anche un amico.

Marco: Ciao a tutti, sono Marco Bruno, 30 anni, collaboratore K38 Italia in Sardegna, vivo nella West Coast vicino ai miglior spot del Mediterraneo tra cui uno tra i più famosi d’Europa Capo Mannu conosciuto per le sue imponenti onde. La mia storia inizia dopo aver svolto per anni nuoto ed all’età dei 18 decisi di fare il mio primo corso di assistente bagnanti. Ho lavorato per diversi anni presso una scuola di Windsurf dove è nata una grande passione per questo sport.

Un giorno durante un’assistenza ad una gara “Il Capo del Capo” rimasi allibito come una moto d’acqua potesse garantire la sicurezza degli atleti in quel contesto. Da quel giorno ho avuto il piacere di conosce Fabio, e non ci pensai due volte a fare il mio primo corso con la K38 e diventare “Operatore di soccorso con Aquabike/RWC”. La passione per le onde mi ha fatto proseguire il percorso formativo, specializzandomi in condizioni meteo marine avverse prima e conseguendo il brevetto professionale per la conduzione e il soccorso dell’Aquabike in acque molto agitate, una disciplina che richiede nozioni meteo, una buona conoscenza degli spot (fondali, correnti ecc.) ed un periodico aggiornamento del DPI, oltre alla continua pratica sulla conduzione del mezzo in questi contesti.

Rescue Italia: Cosa è il K38?

Fabio: K38 è un’organizzazione Internazionale fondata da Shawn Alladio (www.shawnalladio.com) con sede in California che da oltre 20 anni si occupa esclusivamente di soccorso e assistenza con RWC (Rescue Water Craft).

L’acronimo ha diversi significati ma la versione più romantica narra del Km 38 della Pacific Highway, spot preferito di un appassionato surfista e anche padre della Shawn, la quale in ansia per lui vedendolo sparire tra le onde sognava un giorno di poterlo salvare da quei frangenti. Una volta diventata icona del soccorso con moto d’acqua (RWC) quale migliore tributo se non quello di chiamare così la propria attività.

Rescue Italia: Fabio come nasce la tua attività?

Fabio: Nel 1999 mi trovavo a Lake Havasu in Arizona per le finali di Campionato del Mondo di Moto d’acqua e nel circuito vedevo questa moto con una barella dietro che gestiva la sicurezza del circuito. Pensando di utilizzarle anche nel campionato italiano, dove la sicurezza in acqua non era così ben organizzata, ho seguito una di queste moto fino al paddock dove ho conosciuto Shawn e da lì mi si è aperto il mondo del soccorso con Aquabike e dei loro vari impieghi, tra cui le assistenze alle gare di Surf, Windsurf e Kitesurf. Dopo aver partecipato a diversi corsi negli USA, nel 2000 l’Italia è entrata a far parte della K38 International di cui sono uno dei responsabili. Ad oggi abbiamo alcune Nazioni affiliate dove condividiamo la “K38 Way of Training” ovvero delle linee guida uniformate come dovrebbe essere in tutti i settori del soccorso mondiale. Oltre a noi hanno aderito a questa organizzazione: Australia, Japan, Hawaii, UK, Portugal, Spain, Poland, Ciprus, Norway.

Rescue Italia: Quale è il vostro obbiettivo?

Marco:

1° Dare supporto, fare promozione nell’organizzazione di eventi sportivi, e ci preme sottolineare quanto sia importante la sicurezza in questi contesti.

2° Circondarci di persone motivate, che abbiamo passione ed amore per il nostro lavoro, abbiamo bisogno di far crescere il Team.

3° Organizzare in giro per l’Italia, con l’aiuto del team corsi BASE per avvicinare nuove figure al Mondo K38.

4° Continuare a fare assistenza ai vari eventi sportivi come Campionato Italiano Windsurf/Kitesurf/Surf/SUP.

5° Organizzare verso il periodo di ottobre a Capo Mannu, il 3° K38 Training Academy.

Si tratta di una settimana di vacanza/studio dove verranno condivise esperienze e ci si allenerà in acqua.

Gli obbiettivi del camp saranno:

  1.       Qualificare nuovi Operatori al servizio nei diversi eventi dove sono richieste le Aquabike da soccorso.
  2.      Introdurre Operatori al percorso di Allievi Istruttori, dando loro linee guida e capacità per iniziare questo percorso.
  3.       Rivalutare e aggiornare tutti i nostri Operatori K38 alle nuove procedure operative e creare un Database di Operatori formati e capaci sul territorio Nazionale da utilizzare quando richiesto.
  4.      Incontrare professionisti di vari ambiti e discipline sportive coinvolti nel nostro lavoro, ovvero Surf, Windsurf, Kitesurf, SUP, soccorso e trauma, legislatura e relative azioni autorizzate.
  5.      In caso di condizioni ideali, organizzare un corso sulle onde dove apprendere i metodi operativi solo operatore e con soccorritore.
  6.        Opportunità di incontro tra professionisti o aspiranti tali che vogliono essere la differenza nell’ambito del panorama del soccorso.

Per qualsiasi informazione o interesse nel a parteciparvi, scrivere a: info@k38italia.it

Fabio: L’obbiettivo della K38 Italia è quello di condividere una corretta formazione per l’uso delle Aquabike da soccorso/RWC (Rescue Water Craft), attraverso corsi e linee guida ben chiare e create per salvaguardare in prima persona i soccorritori. Un bagnino/Assistente Bagnanti che utilizza una moto d’acqua per il soccorso, deve avere competenze e responsabilità diverse da un Operatore di soccorso con Aquabike che deve sottostare a canoni formativi differenti per i servizi a cui è chiamato a rispondere, ma la formazione deve avere degli standard operativi che siano comunque uniformati, sia come possibilità di crescita professionale oppure in caso ci si trovi a cooperare con altri Enti o associazioni di soccorso.

Il collaborare e interfacciarsi con esperti di settore ha sempre portato buoni risultati, per questo è in itinere da parte nostra una iniziativa che riteniamo potrebbe avere riscontri molto costruttivi. Se riusciremo a concretizzarla, sarà un piacere tenervi informati su questo.

Rescue Italia: Quanto e rischioso per voi fare assistenza a questi eventi?

Fabio: Nei Wave contest tutte le situazioni comportano sempre diversi fattori di rischio sia per l’atleta che per l’operatore di soccorso, dovuti a location più o meno complicate, repentini cambiamenti delle condizioni meteo eccetera. Saperle gestire al meglio fa parte del nostro impegno, “cercando” di supportare il rider anche quando si spinge al limite, anche per guadagnare un punto in più sul suo avversario del momento. Ho apostrofato “cercando” perché anche noi abbiamo delle regole che devono essere rispettate per garantirci un certo margine di sicurezza.

Marco: Giustamente il rider in una competizione deve dare il massimo, spingersi oltre i propri limiti per portare a casa un buon risultato, per noi questo è un rischio, per questo ci impegniamo a seguire i corsi di formazione, per poter portare a casa un buon lavoro. Nei nostri training cerchiamo di simulare al meglio la situazione in cui andiamo a trovarci durante il nostro lavoro.

Mi sembra anche giusto spendere due parole sul fatto che gli enti e le istituzioni prima di autorizzare una competizione verifichino l’esatta presenza della sicurezza in acqua, e che si accertino che abbiano tutti i certificati in regola che ne approvino la loro qualifica, perché ancora oggi vediamo piloti senza nessuna formazione fare assistenza ad eventi di grande importanza.

Questo non va bene, mette in imbarazzo tutte quelle persone che hanno studiato sodo e si sono applicate per raggiungere certi Standard che ne qualificano “Operatori di Salvamento con Aquabike.

Photo Courtesy Roberta Pala

## prossimamente la parte 2 ##