Strumentazioni sanitarie per il bagnino di salvataggio

Il bagnino di salvataggio ha un ruolo multidisciplinare che non lo pone soltanto come salvataggio acquatico, mare o piscina o lago, ma anche come soccorritore. Un soccorritore di prima battuta, first responder.

Non a caso l’Ordinanza di Balneazione prevede tutta una serie di componenti di carattere sanitario che devono essere in dotazione all’assistente bagnanti o alla struttura e che in caso di controllo da parte dell’Autorità devono essere in un luogo ben definito, in condizioni ottimali e in corso di validità.

Andiamo nello specifico.

La cassetta di primo soccorso prevista dall’Ordinanza di Balneazione è generalmente quella del gruppo A/B. Nel caso in cui abbiate già una cassetta basta controllare le scadenze e che ci siano tutti i prodotti ad inizio stagione. Se non è così vi basta acquistare un kit di reintegro oppure rifornirvi dei singoli prodotti.

Una valida soluzione è quella di sostituire la cassetta di plastica con uno zaino o una borsa sanitaria imbottita. Grazie alla tracolla vi permette di essere molto più veloci nel raggiungere l’infortunato. Grazie agli spazi ben organizzati vi permette di sapere dove sono le cose che vi servono e trovarle molto più velocemente.

Una raccomandazione è quella di conoscere i prodotti che sono all’interno della cassetta e sapere dove sono collocati. Oltre, ovviamente, a saperli usare in modo consono. Sono penose quelle scene in cui il soccorritore apre la cassetta come se fosse la prima volta sussurrando al paziente “guardiamo un po’ cosa c’è dentro”.

Sul fronte delle strumentazione richieste dall’Ordinanza di Balneazione per il rifornimento dell’ossigeno al paziente è richiesto il pallone AMBU, le cannule orofaringee Guedel e le bombole dell’ossigeno nei formati previsti.

Il pallone AMBU deve essere conservato in una sacca stagna di modo che permanga pulito. Nonostante il suo utilizzo venga insegnato nei corsi BLS e BLSD alla prova pratica fare una ventilazione fatta bene non è così banale e consigliamo di praticare costantemente magari su un manichino che consente di verificare le performance della ventilazione.

Le cannule orofaringee sono richieste dall’Ordinanza. Basta un kit di 3 pezzi di differenti misure. Alla prova pratica sono pochissimi gli assistenti bagnanti che la sanno utilizzare (raramente viene insegnato in un corso) ma è richiesta  la presenza per cui in caso di controllo deve stare nella vostra sacca di primo soccorso.

Le bombole dell’Ossigeno sono un altro strumento che la maggior parte degli assistenti bagnanti non sa utilizzare ma sono utili. Un corso Oxigen Provieder è utile per conoscere a pieno questo strumento.

La Pocket Mask non è una solitamente richiesta dalle Ordinanze di Balneazione ma è uno strumento che ogni assistente bagnanti dovrebbe tenere sempre con sé, nel marsupio o nello zaino.

Il defibrillatore semiautomatico (spesso abbreviato con DAE, defibrillatore automatico esterno, o AEDautomated external defibrillator) è la novità degli ultimi anni. Sta comparendo sulle spiagge, piscine e strutture recettive italiane anche se, spesse volte, non previsto specificatamente dalle Ordinanze di Balneazione.
E’ un validissimo aiuto. Sono già tante le vite salvate grazie a questo strumento per il cui utilizzo è necessario aver seguito un corso propedeutico.

Il DAE è un defibrillatore in grado di riconoscere in modo automatico, e interrompere tramite l’erogazione di una scarica elettrica, le aritmie maligne responsabili dell’arresto cardiaco, quali la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare.

Un defibrillatore semiautomatico analizza automaticamente il ritmo cardiaco, determina se per tale ritmo è necessaria una scarica e, se essa è necessaria, seleziona sempre in modo automatico il livello di energia necessario. L’utente che lo manovra non ha la possibilità di modificare l’intensità della scarica o di forzarla se il dispositivo segnala che non è necessaria.

Il funzionamento avviene per mezzo dell’applicazione di placche adesive sul petto del paziente. Quando tali elettrodi vengono applicati al paziente, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e – se necessario – si carica e si predispone per la scarica. Quando il defibrillatore è carico, per mezzo di un altoparlante, fornisce le istruzioni all’utente, ricordando che nessuno deve toccare il paziente e che è necessario premere l’apposito pulsante per erogare la scarica.

Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore si mette in “attesa” e dopo due minuti (corrispondenti a circa 6 cicli di RCP) effettua nuovamente l’analisi del ritmo cardiaco, e se necessario effettua una nuova scarica.

In alcune Ordinanze di Balneazione è fatta richiesta anche della presenza di una tavola spinale o asse spinale.

La cosa ha senso perché questo strumento può essere utilizzato come normale barella per portare il paziente dalla riva alla zona di evacuazione (percorsi brevissimi) e perché in caso di traumi del bagnante contro il fondale si rivela fondamentale. Non a caso è insegnata e utilizzata ai lifeguards in tutto il mondo. In Italia ci sono alcuni corsi di bagnino che l’hanno inserita. Merito degli istruttori.

Nello specifico la tavola spinale è un presidio utilizzato per l’estricazione, immobilizzazione, raccolta e brevi spostamenti di vittime di trauma.

La tavola spinale è stata concepita per ottenere l’immobilizzazione e la contenzione dell’intero corpo mantenendo l’allineamento della testa, del collo e del tronco del paziente politraumatizzato. Viene quindi utilizzata in caso di incidenti traumatici in cui si sospettano lesioni alla colonna vertebrale.

Una buona tavola spinale deve avere queste caratteristiche:

  • ottima rigidezza (deve mantenere la forma anche in presenza di carichi notevoli minimo richiesto dalla normativa di 150 kg)
  • versatilità (può essere utilizzata per diversi tipi di pazienti, lesioni e frangenti)
  • isolamento termico
  • maneggevolezza; impugnature solide e fissaggi adeguati (numero di fori adeguati che permettano una buona presa da parte dei soccorritori e un adeguato posizionamento dei sistemi di fissaggio)
  • radiocompatibilità (per permettere l’esecuzione di indagini diagnostiche quali RX, TC e MRI)
  • resistenza ad urti e corrosioni
  • dev’essere lavabile e igienizzabile
  • concordanza con gli altri presidi di immobilizzazione (collare cervicale, fermacapo, ragno ecc.)