Luca Palla è passione per il mare allo stato puro. Istruttore di surf, sup, nuoto, lifeguard. I titoli parlano da soli ma se avete modo di seguirlo sui suoi canali social o di scambiare quattro chiacchere con lui capite che il mare è la sua dimensione.

E’, con molta probabilità, uno degli esseri umani che nella sua vita ha passato più tempo in mare e nella sua carriera di gestore di negozio di surf (ricordate il mitico INside di Lido di Camaiore?) e istruttore surf ha contribuito a diffondere l’amore per il mare e gli sport acquatici non soltanto in Versilia!

Ciao Luca, come nasce questa folle passione per il mare?

Nasce da mio padre, apneista, pescatore. E’ lui che mi ha fatto percepire l’importanza del mare. Di questo mondo blu. Poi ho scoperto il nuoto e l’amore per il surf  a tal punto che mi sono trasferito alle Canarie. Erano gli anni 90′. Il sup arriva dopo, ero in viaggio alle Hawaii, nel 2003. In Italia ancora non se ne vedeva ma ho intuito che qua da noi aveva un potenziale importante. Il SUP è differente dal surf. Il surf è più adrenalinico. Il sup è più introspettivo.

Ti conosco da anni e mi viene naturale definirti The Italian Waterman. Come possiamo spiegarlo in italiano?

Ti ringrazio! E’ un gran complimento! Essere Waterman vuol dire di amare il mare. Quando viaggiamo ci rendiamo conto che all’estero c’è maggiore polivalenza. Non è come qua che il surfista guarda male il bodyboarder e viceversa. Il vero waterman si diverte a prendere le onde e vivere il mare con qualsiasi mezzo. Qualsiasi mezzo senza barriere e costrizioni di categoria.

Questo porta anche un vantaggio al lifeguarding perché significa maggiore conoscenza del mare e maggiore acquaticità.

Ci sono poche persone che vivono il mare più di te. Forse gli uomini delle motovedette della Capitaneria di Porto. Che rapporto c’è con questo ente?

Nel tempo mi sono avvicinato alla Capitaneria di Porto con la quale ho sviluppato un ottimo rapporto, collaborativo e sinergico. Tutto questo nonostante i Comandanti si avvicendino ogni poco. Ogni scuola surf dovrebbe collaborare con loro e mettere la sicurezza al primo posto. Abbiamo affrontato anche alcune tematiche relative alla sicurezza dei sup quando si avventurano fuori dalle boe. E’ importante dare il buon esempio. Per primi, per esempio, gli istruttori devono mettere il laccetto e far capire ai loro allievi l’importanza di metterlo anche con mare piatto.

Ricordo il tuo progetto di portare surf e sup nelle scuole? Da cosa nacque?

Perché ho capito che il surf poteva essere lo strumento per comunicare ai più giovani l’importanza dell’ambiente marino e la sua conservazione. Ma anche la sicurezza acquatica veniva recepita in modo più veloce e con maggiore empatia se a spiegargliela non era un professore ma un ragazzo in tuta!

Come è essere un istruttore Surf e Sup in Italia?

E’ abbastanza complesso. Purtroppo la Federazione Surf non si sta muovendo nel modo opportuno. Ci sono poche tutele ed è abbastanza semplice constatare che ci sono in attività tante scuole surf con istruttori senza gli opportuni brevetti e preparazione. E’ un peccato.

Come basi i tuoi corsi?

Prima della tecnica, cerco di trasmettere la passione per il blu, per il mare, ed un messaggio chiaro: si può vivere il mare 365 giorni all’anno ed in totale sicurezza.

Il tuo motto è “i problemi non sanno nuotare”. Perché?

Perché quando sei in mezzo al mare con surf o sup o per una nuotata tutto sulla terra diventa così piccolo e insignificante. Non riesce a raggiungerti in mezzo al mare proprio come se … non sapesse nuotare!

Salvataggio e surf: che rapporto c’è?

Strettissimo. Mi sono capitati tantissimi salvataggi durante i miei allenamenti in surf.

Una dei salvataggi più clamorosi avvenne all’alba. Stavo uscendo per un’allenamento surf  e mi sono imbattuto in 6 giovani turisti tedeschi che facevano il bagno dopo la discoteca. Una rip current li stava portando fuori. Erano terrorizzati. Ci ho messo moltissima fatica e tempo, anche perché avevo una tavola corta ma alla fine tutti salvi.

Anche con il sup mi è capitato. Lo scorso anno mi è capitato di riportare in spiaggia un signore che con il sup gonfiabile veniva spinto da vento di terra  e corrente in mare aperto. L’ho raggiunto con la mia tavola ed era esausto. Ci ho messo più di 40 minuti a rientrare!

Il rispetto delle condimeteo è un’altra tematica di sicurezza che spessi viene sottovalutata.

Di salvataggi i surfisti ne fanno tanti. Ogni bagnino che sa di avere un surfista in acqua sa che un buon coordinamento riesce ad avvicinarsi prima.

Dobbiamo comportarci come una grande famiglia. E’ chiaro che tanti comportamenti come avvenivano una volta con surfisti che fanno lo slalom in mezzo ai bagnanti non è più pensabile. Certo, da noi non ci sono spiagge riservate al surf.

Nella mia esperienza ho visto che dove c’è collaborazione fra  bagnini e surfisti si può convivere tutti in sicurezza.

Cosa pensi della rescue board?

La Rescue Board è un grande strumento ma senza preparazione ed allenamento con mare formato e surf non è pensabile. Creare gruppi di allenamento con altri colleghi, uscire in mare ed allenarsi. Provare, sperimentare e riprovare. Quando verrà il momento saranno pronti.

Cosa ti senti di consigliare ai bagnini?

Evitare sempre lo scontro. Cercare di dire le cose corrette anche nel modo giusto. Consigliare è meglio che vietare. Un po’ di diplomazia educata evita di perdere tempo e di arrabbiarsi. E poi creare un bel team con i colleghi ed allenarsi … sempre!

Chiudiamo con qualche consiglio per appassionati di surf e sup.

Come si può vivere il mare in sicurezza?

Ottima domanda. Eccoti il mio piccolo vademecum:

  • Studiare e rispettare le condimeteo
  • Uscire in coppia ma se uscite da soli avvisate sempre qualcuno sulla vostra attività e ora di rientro.
  • Mettere sempre laccetto
  • Se usciti da soli avvisate sempre qualcuno.  che si va in mare, se si esce in sup portare un telefonino. Perché potrebbe esserci un problema che impedisce il rientro. Utilizzare una cover resistente all’acqua.
  • Infine, indossare un marsupio gonfiabile se si esce dalle boe. Può veramente fare la differenza!
  • Tutti questi consigli valgono per chiunque, anche per l’atleta nella migliore forma. Mai sfidare il mare!

La prossima avventura di Luca è “la BASTIA – VIAREGGIO in SUP”  e ne parliamo nel  prossimo articolo! 

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