Revoca della Bandiera Blu

E’ successo a Sabaudia

Nel luglio 2026, la FEE (Foundation for Environmental Education) ha disposto prima la sospensione e poi la revoca definitiva della Bandiera Blu al Comune di Sabaudia,  interrompendo una striscia positiva che durava da ben 25 anni.

La motivazione della revoca

La scelta non è dipesa dalla qualità delle acque o dello stato dell’ambiente, bensì dalla mancanza dei servizi di assistenza e salvataggio (bagnini) sulle spiagge libere del litorale.

  1. Requisito imperativo: Per ottenere e mantenere la Bandiera Blu, la presenza dei presidi di salvataggio è un criterio vincolante e non negoziabile per garantire la sicurezza dei bagnanti.

  2. Gli avvisi non bastano: L’amministrazione comunale ha tentato di sopperire installando la cartellonistica che segnalava l’assenza del servizio, ma la FEE ha ribadito che i semplici cartelli non possono sostituire i bagnini in carne ed ossa.

  3. Bandi deserti: La causa principale è stata l’impossibilità di coprire le postazioni per via di un bando andato deserto, un problema legato alla diffusa carenza di assistenti bagnanti che sta colpendo diverse zone d’Italia.

La situazione si è aggravata ed è finita sotto i riflettori a seguito di tragici episodi di annegamento avvenuti proprio nei tratti di spiaggia libera privi di sorveglianza, portando la FEE a chiudere i controlli e a ritirare il riconoscimento.

La revoca della Bandiera Blu a Sabaudia evidenzia una realtà spesso trascurata: la Bandiera Blu non è un premio alla bellezza naturale, ma una certificazione di gestione integrata del litorale in cui la sicurezza umana pesa quanto la qualità dell’acqua.

1. Come il servizio di salvataggio incide sulla Bandiera Blu

La Foundation for Environmental Education (FEE) assegna la Bandiera Blu sulla base di 33 criteri divisi in quattro macro-aree (Educazione ambientale, Qualità delle acque, Gestione ambientale, Servizi e Sicurezza). I criteri si dividono in imperativi (obbligatori) e guida (consigliati).

┌────────────────────────────────────────────────────────────────────────┐
│                   CRITERI SERVIZI E SICUREZZA (FEE)                    │
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│ 27. Presenza di salvataggio     │ IMPERATIVO (Non negoziabile)          │
│ 28. Equipaggiamento primo socc. │ IMPERATIVO                           │
│ 31. Tutela e sicurezza bagnanti │ IMPERATIVO                           │
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  • Il vincolo sulle spiagge libere: Per gli stabilimenti privati la presenza del bagnino è legata alle ordinanze balneari delle Capitanerie di Porto. Sulle spiagge libere, invece, la responsabilità dell’assistenza ricade sui Comuni.

  • L’insufficienza del “patti e chiari”: La FEE stabilisce esplicitamente che installare la cartellonistica con dicitura “Spiaggia libera priva di servizio di salvataggio” non assolve l’ente locale dai requisiti della Bandiera Blu. I cartelli informano, ma non proteggono: senza presidi fisici (torrette e bagnini dotati di brevetto) la certificazione decade automaticamente.

2. Perché i bandi in primavera (Aprile-Maggio) sono destinati al fallimento

Lanciare un bando di gara a ridosso dell’estate (maggio o perfino giugno) è il principale errore di programmazione degli enti locali. Questa tempistica scontra tre ostacoli strutturali:

A. La carenza nazionale di personale

In Italia si registra ogni anno un deficit stimato attorno al 10-15% degli assistenti bagnanti necessari. Le cause principali:

  • Fuga verso il settore privato: I villaggi turistici, gli stabilimenti balneari e i parchi d’acqua saturano l’offerta già tra marzo e aprile, offrendo contratti stagionali certi e continuativi.

  • Tetto ingaggi e responsabilità: Fare il bagnino comporta responsabilità penali e civili dirette. Di fronte a bandi pubblici con basi d’asta ridotte al minimo o stipendi orari non competitivi, il personale qualificato declina l’offerta o sceglie impieghi meno gravosi.

B. Il disallineamento con la formazione dei brevetti

I corsi di formazione per il conseguimento dei brevetti (FIN Salvamento, Società Nazionale di Salvamento, Federazione Italiana Salvamento Acquatico) si svolgono prevalentemente durante il periodo invernale e primaverile (da novembre ad aprile).

  • Se un Comune pubblica il bando a maggio, non dà visibilità al mercato: i neopatentati non sanno se ci sarà lavoro nel pubblico e si accaparrano i posti negli stabilimenti storici o nelle piscine.

C. I tempi tecnici della Pubblica Amministrazione

I tempi della legge sugli appalti pubblici (pubblicazione, termini per le offerte, commissione di valutazione, verifica dei requisiti, eventuali ricorsi al TAR) richiedono dai 60 ai 90 giorni.

  • Un bando pubblicato a fine aprile porta a un’assegnazione definitiva, se va bene, a luglio inoltrato, lasciando scoperte le spiagge nei mesi più critici.

3. La soluzione: la programmazione autunnale (Ottobre-Novembre)

Per garantire la continuità dei servizi ed evitare gare deserte, il modello di gestione dei bandi di salvataggio va ristrutturato con una pianificazione anticipata.

OTTOBRE - NOVEMBRE         GENNAIO - FEBBRAIO          MARZO - APRILE              MAGGIO
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│ Pubblicazione    │ ────> │ Aggiudicazione   │ ────> │ Reclutamento e   │ ────> │ Presidio attivo  │
│ bando di gara    │       │ ed esecutività   │       │ Formazione FIN/SNS│      │ sulle spiagge    │
└──────────────────┘       └──────────────────┘       └──────────────────┘       └──────────────────┘

I quattro pilastri di un bando efficiente:

  1. Gare pluriennali (3-5 anni): Realizzare gare d’appalto con durata pluriennale anziché rinnovare il bando ogni anno. Garantisce stabilità economica alle cooperative/società di salvamento, consentendo loro di investire in dotazioni, mezzi di soccorso (es. moto d’acqua, sup da salvataggio) e contratti di lavoro più solidi.

  2. Sinergia con le scuole di formazione (Apertura a novembre): Pubblicare la gara a novembre permette alle associazioni territoriali di orientare i propri corsi invernali e fare campagna reclutamento sapendo già quanti posti saranno disponibili sulle spiagge libere del Comune.

  3. Budget adeguati al costo reale del lavoro: Molti bandi vanno deserti perché costruiti con basi d’asta non sostenibili per le cooperative (che devono coprire contributi, assicurazioni, turnazioni e sostituzioni per malattia). Adeguare le tariffe orarie al Contratto Collettivo Nazionale è la condizione imprescindibile per avere candidati disponibili.

  4. Verifiche programmate e random del servizio. Verifiche sulla tipologia di servizio svolto (numero di assistenti bagnanti, mezzi etc) con ispezioni programmate e non programmate anche in orari non consuetudinari ed in momenti cretici.