Progetto Guardiani del Territorio
Alcune riflessioni per una destagionalizzazione del lavoro dell’assistente bagnanti
L’attuale modello di gestione del soccorso balneare in Italia sta affrontando una crisi strutturale senza precedenti, che mette a rischio non solo la sicurezza dei bagnanti ma anche la tenuta economica del comparto turistico. Ogni estate, il grido d’allarme è lo stesso: mancano migliaia di assistenti bagnanti.
Questa carenza non è dovuta a una mancanza di vocazione, ma a un’insostenibilità sistemica che possiamo riassumere in due fattori :
1. L’Esodo verso la Stabilità
Il brevetto di salvataggio richiede investimenti in termini di tempo, denaro e addestramento fisico costante. Tuttavia, a fronte di una responsabilità enorme, il mercato offre principalmente contratti stagionali di 3 o 4 mesi. Molti professionisti qualificati abbandonano il settore per impieghi meno rischiosi ma annuali (nella logistica, nell’edilizia o nei servizi), esausti di dover “ricominciare da zero” ogni autunno. Il risultato è una dispersione di competenze tecniche preziose che lo Stato ha contribuito a formare.
2. Il Paradosso della NASpI e i Costi Sociali
Il modello attuale prevede un peso invisibile ma importante per le casse dello Stato. Ogni anno, al termine della stagione, decine di migliaia di lavoratori stagionali balneari ricorrono alla NASpI (Indennità mensile di disoccupazione).
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Costo Diretto: Lo Stato eroga sussidi per circa 6 mesi all’anno a lavoratori che restano inattivi, pur avendo competenze che potrebbero essere impiegate altrove.
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Costo Indiretto: La frammentazione dei versamenti contributivi crea futuri pensionati con assegni minimi, aumentando la probabilità di future integrazioni assistenziali a carico della collettività.
Ecco una proposta progettuale per l’istituzione della figura del “Tecnico Polifunzionale di Sicurezza Territoriale” (TPST).
Questo progetto mira a risolvere tre criticità italiane endemiche: la precarietà stagionale del lavoratori del soccorso balneare, la frammentazione del servizio di salvataggio e la cronica mancanza di manutenzione del territorio contro il dissesto idrogeologico ed altre emergenze.
“Guardiani del Territorio”
Modello integrato di sicurezza balneare e tutela idrogeologica a gestione comunale
1. Executive Summary
Il progetto prevede la centralizzazione del servizio di salvataggio in mare sotto l’egida delle Amministrazioni Comunali (o consorzi di comuni), finanziato tramite un canone specifico a carico delle concessioni balneari. Il personale assunto, altamente qualificato, non viene licenziato a fine stagione ma, nei mesi autunnali e invernali, viene riconvertito in squadre di manutenzione ambientale, soccorso e Protezione Civile.
2. Obiettivi Strategici
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Sicurezza Balneare Uniforme: Standardizzare la qualità del soccorso su tutta la costa (spiagge in concessione e libere).
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Destagionalizzazione del Lavoro: Eliminare la precarietà stagionale garantendo contratti annuali o a tempo indeterminato.
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Tutela del Territorio: Garantire una forza lavoro costante per la manutenzione ordinaria di boschi, argini fluviali e verde pubblico nei mesi invernali.
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Razionalizzazione dei Costi: Economie di scala nella gestione delle attrezzature e del personale.
3. La Nuova Figura Professionale: Il TPST
Il cuore del progetto è l’evoluzione del bagnino di salvataggio nel Tecnico Polifunzionale di Sicurezza Territoriale.
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Profilo: Dipendente pubblico (o di società partecipata in house).
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Formazione Obbligatoria (Doppia Certificazione):
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Brevetto MIP (Mare): Salvataggio, BLS-D, uso defibrillatore, conduzione moto d’acqua.
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Brevetto AIB/Idro (Terra): Corso base operatore forestale, rischio idrogeologico, antincendio boschivo, primo soccorso in ambiente impervio.
- Brevetto di soccorritore avanzato livello II.
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4. Modello Economico e Finanziario
La sostenibilità economica si basa su un sistema misto Privato/Pubblico.
Entrate: Il “Canone di Sicurezza Balneare” (CSB)
Gli stabilimenti balneari non assumono più direttamente i bagnini. Al loro posto, versano al Comune una quota (CSB).
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Vantaggio per i Balneari: Eliminazione oneri burocratici di assunzione, gestione malattie/infortuni, acquisto attrezzature di salvataggio.
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Calcolo della quota: Proporzionale al fronte mare della concessione
Copertura Fase Invernale
Il costo del personale nei mesi invernali è coperto da:
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Fondi Regionali/Statali per il Dissesto Idrogeologico: Le risorse spesso stanziate per “somma urgenza” post-disastro vengono dirottate sulla “prevenzione ordinaria” (stipendi TPST).
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Risparmio Welfare: Lo Stato risparmia 6-7 mesi di indennità di disoccupazione (NASpI) che verrebbe erogata ai bagnini stagionali. Queste risorse possono essere convertite in sgravi fiscali per i Comuni che assumono.
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Bilancio Comunale: Risparmi sugli appalti esterni per la manutenzione del verde.
Questo articolo è una riflessione, una proposta che cerca di trasformare varie criticità in punti di forza. Considerando che ogni struttura/ente ha un suo bilancio e lo custodisce gelosamente siamo ben consci delle difficoltà che una riforma del genere potrebbe portare.
Ad oggi, il Dipartimento della Protezione Civile (che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri) conta un organico di circa 1.150 dipendenti.
È importante distinguere tra chi lavora stabilmente nella struttura amministrativa e tecnica e l’immenso “esercito” di volontari che costituisce il cuore operativo del sistema nazionale.
Una struttura molto snella che si occupa di emergenze e non di prevenzione, è lì che si troverebbe il cambio di paradigma.


















