Il tuo libro è una sorta di biografia dei tuoi anni di lavoro da bagnino. Un lascito a tutta la categoria. Come è nata l’idea?
L’idea non è nata subito ma mano a mano che sono passate le stagioni, con le centinaia di colleghi con chi ho potuto condividere, nascevano sempre delle idee comune sul miglioramento del nostro mestiere, della nostra categoria. L’episodio della multa è stato la scintilla che mi ha permesso di concretizzare l’idea e di raccontare tutto il mio pensiero su questo mondo a cui appartengo da quando sono piccolo.
Nel tuo libro ci sono anche tanti spunti su come migliorare il mestiere. Tre cose che cambieresti subito, da domani, di questo lavoro?
– Per prima cosa, fare diventare questo lavoro un unico corpo nazionale
– Stipendi equiparata alla mansione che prevede anche indennità di rischio per la tipologia di lavoro che facciamo
– 36 ore a settimana con turni di 6 ore al giorno
Nel tuo libro vengono raccontati tanti episodi quotidiani, di lavoro e riflessione. Ogni bagnino che fa questo lavoro con passione può vedersi dentro a questa storia. Una cosa che non è capitata a molti è la multa con la Capitaneria… ce ne vuoi parlare brevemente?
Un evento paradossale ma devo dire che il giorno del salvataggio io e la mia squadra eravamo molto presi di adrenalina e comunque ero molto sodisfatto del salvataggio effettuato. Devo dire che la multa mi ha colpito moralmente perché secondo me non era molto sensata rispetto al salvataggio riuscito e nei confronti della vita umana.
Come è che hai deciso di contestare questa sanzione? Quale è stata la molla mentale? per dire … NO… contesto!?
Ero talmente convito di avere fatto quello che dovevo, e avevo comunque tutti dal mio lato che era abbastanza logico provare a contestare. La solidarietà di tutti mi ha spinto a crederci. Per di più, più di 1000€ di multa (praticamente quasi uno stipendio) per un salvataggio riuscito era proprio un non senso.
Oggi mi sembra di capire che non fai più questo lavoro. Su questa scelta ha pesato anche la vicenda della sanzione?
Il sistema purtroppo non era più ideale per la mia situazione famigliare di padre di due bimbe. L’aspetto stagionale (tante ore ma senza avere una sicurezza tutto l’anno), economico, rischioso del lavoro sono stati vari elementi che mi hanno spinto a uscire da questo mondo. La decisione era già presa prima dell’evento della multa.