Riflettiamo sulla tragedia di Imperia

IMPERIA, Liguria. Quanto è accaduto a Imperia è qualcosa di tragico che chiunque pratica la professione dell’assistente bagnanti (bagnino) dovrebbe leggere e conoscere. E’ una vicenda sulla quale la Magistratura sta ancora indagando, c’è un morto e ci sono delle persone (due colleghi bagnini) indagati. Ogni conclusione appare quindi affrettata, per questo noi di Rescue Italia non ne faremo. Ci limiteremo a riportare i fatti e citazioni di articoli di giornale che hanno descritto questo drammatico evento. Invitiamo poi ogni bagnino a riflettere su questi fatti e farne tesoro.

La zona. Chi scrive non conosce la zona ma ad occhio si tratterebbe di una spiaggia di pietre a rapido declivio. Vi sono 500 metri circa di spiaggia libera non sorvegliata con due stabilimenti balneari ai limiti nord e sud della spiaggia.

I fatti: Sono le ore 18,30 del 25 luglio 2015 ed il mare è agitato nel tratto di spiaggia tra lo stabilimento “Papeete” ed il Pennello. Mauro Feola, 50 anni di Diano Marina, annega nelle acque di quel tratto di mare. Si parla di annegamento e non di malore. Sembra che Feola sia entrato in mare per aiutare il figlio (15 anni) che si trovava in difficoltà a rientrare a riva. (Sanremonews.it)

E qui le dinamiche sono divergenti.

L’ex compagna di Feola descrive in questo modo l’accaduto all’Imperiapost.it “Mio figlio era entrato a fare il bagno, ma non riusciva più a tornare a riva e Mauro è entrato per aiutarlo. Sono entrati in acqua all’altezza del Pennello, poi però la corrente li ha trascinati sino al Papeete. Mio figlio è stato portato sino a riva dalle onde, ma il padre no. Mio figlio ha chiesto più volte ai bagnini di entrare ad aiutare suo padre e loro si sono rifiutati.” Questa versione è avvallata da alcuni testimoni come M.T., che sempre all’Imperiapost.it racconta: “Confermo, io ero sopra la spiaggia, ho visto tutto. Il bambino è uscito e ha chiesto ai bagnini di entrare in acqua. ‘Salvate mio padre, sta morendo’. L’ho sentito chiaramente, così come mia figlia che era con me.” Anche altri testimoni descrivono all’Imperiapost.it dettagliatamente la negligenza dei due assistenti bagnanti dello stabilimento Papeete.

Diversa la versione raccontata dagli assistenti bagnanti del Papeete al Riviera24.it che dichiarano di aver fatto tutto il possibile e di essersi prontamente adoperati per il salvataggio. Il libeccio aveva creato delle onde molto alte, la bandiera rossa era issata e i bagnini del Papeete già due ore prima della tragedia avevano fatto richiamato i bagnanti a riva.

Gli ultimi sviluppi, riportati dall’Imperiapost.it vedono i due bagnini indagati per omicidio colposo e in attesa di processo.