Il rescue tube del bagnino di salvataggio

Il rescue tube è uno degli strumenti del salvataggio (lo trovate anche nel nostro shop!). E’ molto utilizzato nei paesi di tradizione anglosassone (USA, Australia, Inghilterra) dove ha sopiatanto il rescue can. In Italia è considerato, in molte ordinanze di balneazione, uno strumento facoltativo.

Ma andiamo per gradi …

Che cosa è un Rescue Tube?

E’ una boa galleggiante che facilita i soccorsi in acqua, consentendo ai soccorritori di avvolgere il tubo di salvataggio intorno alle vittime. La galleggiabilità del tubo di salvataggio aiuta a sostenere il peso sia della vittima che del soccorritore. Un’imbracatura con cintola consente al bagnino di fissare la cinghia al proprio corpo. Alcuni ganci permettono di legare il rescue tube intorno alla vittima, in modo che non si apra e rilasci la vittima nell’acqua.

Rendiamo onore all’inventore …

E’ merito dell’americano Preston “Pete” Peterson,campione del surf e membro della squadra dei lifeguard di Santa Monica, in California. Nel 1932 aveva 19 anni ma non era soltanto un grande atleta…

Pete aveva anche un certo talento per la creazione di strumenti per il mare come tavole e pagaie … ed altri oggetti innovativi! Ed il rescue tube è merito della sua creatività!

Nella foto a lato il Capo “Cap” Watkins ed il Capitano Bob Butt mostrano alla stampa l’innovativo Rescue Tube in neoprene.

Dimostrazione di utilizzo con paziente cosciente

Rescue Cans o Rescue Tubes?

Sebbene l’invenzione di Pete, conosciuta anche come “la cintura di Peterson”,  fosse rivoluzionaria venne criticata da alcuni soccorritori a causa della sua fragilità e poiché si sgonfiava durante i salvataggi!

Alcuni bagnini continuavano a preferire il Rescue Can, una boa galleggiante fatta di alluminio o acciaio (all’epoca non erano di plastica!) anche se continuavano a causare ferite ai soccorritori ed ai pericolanti!

L’argomento è ancora fonte di ampie discussioni nella comunità del salvataggio. Anche se il salvataggio anglosassone ha decisamente optato per il rescue tube (forse perché è anche uno strumento previsto nelle gare di salvamento!). Nel salvataggio italiano ancora vi è una predominanza del Rescue Can, anche detto “Baywatch”, sebben il Rescue Tube comincia ad essere introdotto come strumento facoltativo nella ordinanze di balneazione di molte zone.

Le innovazioni continuarono …

Nel 1964, il problema dello sgonfiamento del Rescue Tube viene risolto! Il Rescue Tube viene ridisegnato utilizzando un pezzo di gommapiuma altamente galleggiante immerso in un rivestimento di gomma liquida. Il risultato è stato un dispositivo di salvataggio morbido e flessibile che non avrebbe danneggiato i nuotatori in pericolo!

Nella foto possiamo ammirare il Maestro Francesco Benedusi che affronta le onde con il suo pattino. Sulle sue spalle il Rescue Tube! (Versilia 2018, foto gentilmente concessa da Cosimo Marcello Piovasco)

Fonte

Dimostrazione di utilizzo con paziente incosciente